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SEO internazionale, errori da evitare

SEO internazionale: quali sono gli errori da evitare

Ogni azienda desiderosa di espandere clienti e fatturato aprendosi a mercati esteri sempre più vasti ha la necessità di mettere in atto un’adeguata politica di internazionalizzazione. Uno dei primi passi da compiere è quello di valorizzare la propria presenza sul web curando i contenuti da offrire al target di riferimento mediante la creazione di un sito multilingua.

Questi non devono solo essere tradotti nelle lingue parlate dai potenziali clienti, ma anche rispettare determinate regole per quanto riguarda la loro ottimizzazione in ottica SEO. Fare SEO internazionale significa prestare attenzione agli errori da evitare, così da non inficiare la visibilità sui motori di ricerca dei vari Paesi di destinazione. Qui di seguito un vademecum per la realizzazione di siti ed e-commerce SEO friendly in lingua straniera.

Tradurre solo in lingua inglese non è sufficiente

Quando nel corso della giornata compiamo le nostre ricerche su Internet, usiamo parole chiave sempre più precise affinché la rete possa restituire i risultati più pertinenti ai nostri bisogni. Se siamo in Italia, le ricerche vengono compiute in lingua italiana, magari localizzando i prodotti in base al nome con cui sono conosciuti nelle varie regioni. Ma cosa accade quando un’impresa italiana decide di espandere il proprio e-commerce oltre i confini nazionali? Le basta semplicemente tradurre i contenuti del sito in lingua inglese affinché raggiunga più utenti possibili? Purtroppo no.

Se l’obiettivo è quello di farsi conoscere, per esempio, nel mercato francese, localizzare il sito esclusivamente in lingua inglese può non essere sufficiente ad assolvere lo scopo. Per mettere in atto una strategia di SEO internazionale, occorre considerare le nazioni in cui un determinato idioma viene parlato: il portoghese, per esempio, viene usato in Portogallo e in Brasile; lo spagnolo in Spagna, ma anche in Argentina, in Messico e in Cile; il francese in Francia a in Canada; l’inglese non è appannaggio solo degli USA o del Regno Unito, ma è utilizzato anche in Canada e in Australia.

Google non è l’unico motore di ricerca nel mondo

Oltre a ritenere che l’inglese, in qualità di lingua internazionale, possa bastare a rendere il proprio sito fruibile da parte dei potenziali clienti stranieri, un altro errore comune è quello di considerare Google il motore di ricerca più usato al mondo. Se da un lato gli utenti che lo utilizzano come principale motore di ricerca sono principalmente dislocati in Europa e in America, dall’altro lato nelle altre nazioni vengono usati anche motori di ricerca differenti, per di più con una quota di mercato maggiore.

Analizzando, per esempio, il mercato inglese è possibile osservare come Google domini incontrastato il panorama digitale negli Stati Uniti e in UK, ma al suo fianco è doveroso annoverare anche Bing, molto apprezzato da un’ampia fetta di persone. Questo significa che puntando all’ottimizzazione del sito straniero per questo motore di ricerca è possibile individuare e intercettare una nicchia di mercato interessante senza la calca di concorrenti con i quali competere nel più blasonato motore di ricerca firmato Big G.

Keyword in linea col linguaggio del target straniero

Tradurre un testo straniero in ottica SEO, e quindi curando la SEO internazionale, significa usare keyword in linea con la lingua, il modo di parlare e la cultura specifici del Paese a cui quel contenuto, prodotto o servizio è destinato.

Leggi anche: SEO in inglese, perché è importante

Le ricerche dell’utente variano da Paese a Paese e ogni target rintraccia sugli e-commerce i prodotti di interesse usando un linguaggio diverso a seconda della nazione di appartenenza. Tra America e Gran Bretagna vi è ad esempio un gap di 4000 parole, il che si traduce in differenti query di ricerca.

Mai tradurre in modo letterale

Occuparsi della traduzione multilingua di un sito o un e-commerce non significa avvalersi degli strumenti di traduzione automatica. I vari contenuti non devono essere solo tradotti, ma riscritti utilizzando parole chiave esatte e specifiche, adatte al mercato di destinazione. Per intenderci, affinché un testo possa effettivamente raggiungere i clienti desiderati intercettando le loro necessità e le loro query di ricerca, non è contemplato commettere errori di traduzione che abbiano a che fare per esempio col modo in cui un determinato prodotto è conosciuto all’estero.

Leggi anche: L’importanza della traduzione nell’internazionalizzazione delle imprese

Affidarsi a traduttori madrelingua esperti del settore a cui quel prodotto appartiene vuol dire non correre il rischio di ritrovarsi con prodotti chiamati in modo sbagliato perché tradotti letteralmente. Significa avere la certezza che il traduttore specializzato a cui ci si rivolge conosca perfettamente il proprio territorio e le imprese estere da localizzare. Insomma, risparmiare sulle traduzioni non è mai una scelta salutare da adottare quando si vuole perseguire una valida strategia di internazionalizzazione.